venerdì 17 maggio 2013

EUROFESTIVAL 2013: ecco il verdetto della seconda semifinale

'Riepilogando, secondo noi si contenderanno la vittoria finale la Norvegia, l'Italia, l'Inghilterra, la Danimarca, l'Azerbaijan e la Russia. In 'panchina' mettiamo la Svezia, l'Irlanda e Malta.'
Così avevamo scritto all'interno dell'articolo relativo alle nostre consuete preview questa volta dedicate all'Eurofestival e, considerando che la Danimarca, la Russia e l'Irlanda si sono qualificate alla finale lo scorso martedì e che Italia, l'Inghilterra e Svezia Vi partecipano di diritto, non restava altro che attendere l'esito di questa seconda parte che ha così definito al 100% le nazioni che si sfideranno per vincere l'edizione 2013 dell'Eurofestival.

Ma non dimentichiamo anche la segnalazione particolare già fatta per la simpatia della song della Grecia e quelle che abbiamo aggiunto stasera, Giovedì 16, durante la diretta per le belle voci del duo della Georgia, l'orecchiabilità della canzone Svizzera affiancata alla dance della Romania.

L'esito è arrivato: in neretto le qualificate (e in corsivo le nostre preferite) tra Albania, Armenia, Azerbaijan, Bulgaria,  Finlandia, Georgia, Grecia, Ungheria, Islanda, Israele, Lettonia, Macedonia, Malta, Norvegia, Romania, San Marino e Svizzera.

Per quanto ci riguarda siamo davvero felicissimi perchè delle 9 canzoni scelte (le altre 3 sono ammesse già di diritto), ben 8, si sono qualificate alla finalissima di Sabato 18.

A partire da Margaret Berger (Norvegia, nella foto a fianco) che ha interpretato 'I Feed You My Love' la canzone in testa alle nostre preferenze, passando dalla dolcezza del brano proposto dalla Russia (nella foto sopra scattata dal nostro inviato speciale Claudio Casini) per arrivare all'Azerbaijan.


Appuntamento a Sabato 18 per la finalissima tifando naturalmente per Marco Mengoni che cercherà di riportare la manifestazione nella penisola (ricordiamo infatti che per regolamento la nazione vincitrice organizzerà l'Eurovison Song Contest dell'anno successivo).


da Malmo (Svezia) il nostro inviato Claudio Casini

La seconda semifinale inizia con l'esibizione della Lettonia: i due ragazzi si muovono ma il brano è debole.
Un lungo applauso introduce il breve videoclip che vede Valentina Monetta ripresa nella sua San Marino. Sparsi tra il pubblico ci siamo noi di Ogae Italy con le bandiere della piccola repubblica per dare un tono di colore bianco e celeste tra le centinaia della Norvegia, della Finlandia e dell'Islanda che gremiscono l'Arena. L'esibizione è perfetta e al termine l'applauso e i consensi sono confortanti per il passaggio alla finale. Seguono la Macedonia (bravissima Esma, un po' di meno Lozano) e l'azero Farid, la cui modesta canzone è stata “supportata” da una buona coreografia.
Quando passano le immagini di Krista, si scatena il popolo finlandese. In ogni edizione dell'Eurovision Song Contest non manca una o più presenze di cantanti che propongono brani di cattivo gusto malauguratamente accompagnati anche da coreografie kitsch: quest'anno Krista, con il suo abito da sposa, ispirato al titolo della canzone (“Sposami”), supera tutti. In questi giorni, insieme alle “damigelle”, imperversava in sala stampa per farsi notare e alle domande di rito rispondeva con atteggiamenti da pin-up.

Sicuro di sé è apparso il maltese Gianluca Bezzina; Elitsa Teodorova e Stoyan Yankulov, della Bulgaria non hanno invece entusiasmato contrariamente a Eybor Ingi dell'Islanda che per molti giornalisti può aspirare ai primi posti della classifica finale di sabato. Rispetto alle prove, il gruppo greco mi ha convinto di più, soprattutto perché i componenti sono straordinari musicisti. Grande interpretazione di Moran Mazor, la cui canzone è da considerarsi tra le più difficili per l'interpretazione: ma lei, che compiva gli anni proprio nel giorno dell'esibizione a Malmo, ha dato prova di essere in piena forma.

Continuo a giudicare il pezzo armeno tra i meno interessanti di questa edizione; inoltre il solista ci è sembrato leggermente indietro rispetto alla musica. La filastrocca musicata dell'ungherese, accompagnata anche da una grafica per bambini, passa senza grandi entusiasmi.

Urli, applausi e sventolio di bandiere per l'algida norvegese Margaret Berger: d'altronde siamo in Svezia! Per il brano rock albanese grandi gli effetti di luce e addirittura fuochi d'artificio.
Come da copione, il duo georgiano ha entusiasmato con il pezzo romantico; al di sotto delle aspettative invece quello svizzero (con il “nonnino” novantacinquenne contrabbassista).
Chiude la Romania: in un improponibile abito nero e oro, collocato su una piattaforma che si alza, Cézar ha dato aria alla sua ugola di cantante lirico ma la canzone è di qualità inferiore rispetto alla sue capacità vocali.

E questa è la cronistoria della seconda semifinale prima del verdetto che è stato letto dalla presentatrice Petra Mede (che appare anche in divertenti sketch comici) in questo ordine: Ungheria (nella foto sopra, un momento della loro esibizione), Azerbajan, Georgia, Romania, Norvegia, Islanda, Albania, Finlandia, Malta e Grecia.
Inutile nasconderlo: alcuni paesi entrano in finale con la nostra perplessità (Armenia, Finlandia, Albania) a scapito di Israele e soprattutto di San Marino. Ci dispiace per Valentina: i confortanti pronostici in sala stampa non stati premiati dai giurati e dal televoto.

Peccato: avremmo voluto vederla ancora una volta sul palcoscenico di Malmo.

A giochi fatti (nella foto sopra un momento della conferenza stampa dei finalisti), sabato saranno assenti tutti i paesi dell'ex-Jugoslavia; mentre la Scandinavia è al completo. Nel frattempo la SVT (la rete televisiva svedese) ha deciso l'ordine della scaletta per le esibizioni della finale: inizia la Francia; Marco Mengoni canterà come ventitreesimo, preceduto dalla Ucraine e seguito dalla Norvegia; chiude l'Irlanda.


Sfoglia l'album con tutte le foto dell'Eurovision Song Contest 2013.

Stefano Barsotti e Claudio Casini