venerdì 9 maggio 2014

Eurovision Song Contest: stasera gran finale. L'ordine di uscita di tutte le songs promosse


Ecco le nazioni che si aggiungeranno alla Danimarca (Paese ospitante) e ai BIG5 (Francia, Italia, Germania, Spagna e Inghilterra): Montenegro, Ungheria, Russia, Armenia, Arzebajian, San Marino,
Ucraina, Svezia, Paesi Bassi, Islanda (dalla 1^ semifinale dello scorso Martedì) Svizzera, Slovenia, Polonia, Romania, Norvegia, Grecia, Malta, Bielorussia, Finlandia, Austria (dalla 2^ semifinale dello scorso Giovedì).

Diciamocelo subito: come già scritto e pubblicato, la nostra preferita è  quella danese anche se ci fa davvero 'paura' l'Austria.

Ma che aria tira a Copenhagen? Chi sono i favoriti? In che ordine saliranno sul palco?

Risponde alle nostre domande il nostro inviato speciale Claudio Casini (il secondo da sinistra) che vedete nella foto sotto insieme ad Emma e agli amici dell'OGAE (Organizzazione Generale Amatori Eurovisione).

“ENJOY THE SHOW”: STASERA GRAN FINALE

La vittoria è alla portata dell'Austria, ma sicuramente non mancheranno sorprese.
Anche Svezia, Regno Unito e Armenia tra i favoriti
La nostra rappresentante, Emma, è sedicesima nell'ordine di esibizione


Ci siamo: stasera, su RAI 2, alle ore 21, andrà in onda in diretta la finale della 59.ma edizione dell'Eurovision Song Contest; commentatori da studio Linus e Nicola Savino.
L'Italia, insieme al Regno Unito, Spagna, Francia, Germania e Danimarca (paese ospitante), sono di diritto in finale, in quanto Paesi che hanno fondato l'EBU, l'ente televisivo europeo: dunque Emma salirà sul palco stasera per la prima volta, sedicesima nell'ordine della scaletta definita dalla televisione di stato danese, dopo l'esecuzione delle gemelle russe e prima della Slovenia.



La sanmarinese Valentina Monetta che, come ricordiamo, è riuscita a qualificarsi, canterà in chiusura della serata, precedendo l'inglese Molly.

L'esibizione di Emma è ispirata al mondo dell'antica Roma: un abito corto bianco con ornati dorati e una corona di alloro in testa è il costume di scena; anche i quattro musicisti che l'accompagnano indossano un abbigliamento bianco-oro. Anche la grafica digitale propone decorazioni di gusto antico che si alternano a bocche che cantano e immagini di Emma.  Più volte abbiamo visto dal vivo la performance: siamo certi che le giurie, sia quelle di qualità che quelle del televoto, saranno catturate dall'esibizione itraliana.

I bookmakers, tuttavia, puntano su Austria, Svezia, Regno Unito e Armenia: per il verdetto finale assisteremo, dopo le ventisei canzone in gara, al “rito” delle votazioni con il magico “twelve points to....”, il punteggio massimo che ogni giuria nazionale assegna alla canzone che ha riscontrato maggiori preferenze.
Non ci resta che intrecciare le dita per Emma!

Concludiamo la serie delle presentazioni delle canzoni dei Paesi (con un'indicazione di voto personale) con quelle che sono passate direttamente alla finale di stasera:

DANIMARCA.  Basim, all’anagrafe Anis Basim Moujahid (4 Luglio 1992), è un giovane di origine marocchina, uscito dall’edizione danese di X Factor. Buon solista, ha già in attivo più CD ma è la prima volta che si cimenta in inglese. Canzoncina divertente. Voto: 5 ½

FRANCIA. E' dal 1977 che la Francia non vince l'ESC: allora il gradino più alto del podio lo raggiunse Marie Myrian con “L'oiseau e l'enfant”. Anche a piazzamenti, nelle ultime edizioni non ci sono stati posti ragguardevoli. Quest'anno si presentano i Twin Twin, una boyband elettrofunk ed elettropop composta dai gemelli Laurent Idir e Francois Djemel Idir e da Patrick Biyick, poco conosciuti in patria. Il brano, presentato in lingua francese, è stato accusato di plagio per la somiglianza con “Papaoutai” del belga Stromae. Tuttavia il gruppo riesce a coinvolgere il pubblico. Voto: 6 ½

ITALIA. Quaranta partecipazioni, con una lunga interruzione dal 1998 al 2010, due vittorie, due terzi posti e quattro terzi posti, l'Italia quest'anno è rappresentata da Emmanuela Marrone in arte Emma (Firenze, 25 Maggio 1984). Vincitrice a Superstar Tour nel 2003 e nel 2010 ad “Amici”, ha ottenuto il secondo posto a Sanremo 2011 e il primo l'anno successivo con “Non è l’inferno”. Il brano che presenta a Copenhagen fa parte del suo album “Schiena vs Schiena”. E' una delle poche canzoni in lingua nazionale. Buona la valutazione nel suo insieme,

GERMANIA. Il concorso nazionale per la scelta del brano da inviare a Copenhaghen ha visto la vittoria inattesa di un trio - le Elaiza – che si definiscono appartententi al genere “neo-folklore”: clavicembalo, fisarmonica e contrabbasso sono gli strumenti usati dalle tre donne, una tedesca, una ucraina e una polacca. Il brano ha un buon riscontro in patria e anche all'estero. A nostro pare il pezzo non è convincente; di contro, nella selezione tedesca sono state presentate canzoni decisamente migliori. Voto: 6

REGNO UNITO. Cinque vittorie e quindici secondi posti per l'Union Jack, ma negli ultimi anni l'esito della classifica dell'ESC non è esaltante. Quest'anno tocca all'esordiente Molly Smitten-Downes (Londra, 2 aprile 1987), vincitrice nel 2012  del “Live and insigne”, la più grande rassegna britannica per artisti senza etichetta e nel 2013 un premio come miglior canzone (“Lost generation”) ai British Unsigned Music Awards. Il brano è firmato da lei  insieme allo svedese Anders Hansson. La minuta Molly è veramente brava: forse il Regno Unito quest'anno riuscirà a piazzarsi in una posizione di tutto riguardo. Voto: 7 ½.

SPAGNA. Una selezione nazionale agguerrita, ha portato alla vittoria  Ruth Lorenzo (Murcia, 10.11.1982), conosciuta anche all'estero dopo la partecipazione alla versione inglese di X Factor del 2008. Il brano pop, dal titolo in inglese (“Dancing in the rain”), ma cantato per lo più in lingua spagnola, ha un ritmo internazionale firmato dagli inglesi Irwin-Emery, che hanno collabirato anche con Zucchero. Brava la cantante, ma la canzone è un po' datata. Voto: 7

Questa l'ordine di esibizione della finale:

01. UKRAINE
02. BELARUS
03. AZERBAIJAN
04. ICELAND
05. NORWAY
06. ROMANIA
07. ARMENIA
08. MONTENEGRO
09. POLONIA
10. GRECIA
11. AUSTRIA
12. GERMANIA
13. SVEZIA
14. FRANCIA
15. RUSSIA
16. ITALIA
17. SLOVENIA
18. FINLANDIA
19. SPAGNA
20. SVIZZERA
21. UNGHERIA
22. MALTA
23. DANIMARCA
24. PAESI BASSI
25. SAN MARINO
26. REGNO UNITO



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Stefano Barsotti

Eurovision Song Contest: il verdetto della 2a semifinale


Non ci è andata male. Anzi, tutt'altro. Quattro delle sei songs che ci avevano colpiti sono state promosse alla finale di Sabato nella serata dello scorso Martedì dedicata alla 1a semifinale. Relativamente alla 2a, invece, ecco quanto da noi 'sentenziato' dopo un primo ascolto dei brani che hanno gareggiato in questo secondo appuntamento 2014:

- le gambe della cantante israeliana Mei Finegold (canta 'Same Heart');
- la voce di Conchita Wurst che con 'Rise Like A Phoenix' gareggerà per l'Austria;
- il brano 'Heartbeat' e la cantante irlandese Can-Linn (feat. Kasey Smith);
- la simpatia e il fischiettare di Sebalter in 'Hunter of Stars' il brano con cui parteciperà per la Switzerland

Riascoltandole in diretta abbiamo fatto questa classifica (pubblicandola su Facebook song dopo song) a partire naturalmente da quelle che ci sono piaciute di piu': Austria Irlanda Israele Svizzera Malta Bielorussia Macedonia Finlandia Romania Grecia Slovenia infine Lituania Georgia Polonia Norvegia.

Le 10 songs promosse alla finale sono quelle che rappresentano i seguenti Paesi (in neretto le nostre scelte precedentemente ricordate): Svizzera, Slovenia, Polonia, Romania, Norvegia, Grecia, Malta, Bielorussia, Finlandia, Austria.

Dal nostro inviato speciale Claudio Casini.

Dopo il verdetto della seconda semifinale l'Austria è vicina alla vittoria.
Passano anche Malta, Norvegia, Svizzera e, a sorpresa, la Slovenia. 

Grande delusione per la delegazione di Israele dopo la mancata qualificazione Alla fine della serata, sono saliti sul palcoscenico i cantanti delle dieci nazioni che hanno superato la prova delle giurie: certo, tutti felici, ma Tinkara Kovač forse ancora di più, perchè pochi avrebbero scommesso sul suo passaggio in semifinale.
Avvolta in un abito blu notte, tratteneva la bandiera slovena con orgoglio per il riconoscimento della sua canzone.

Richard Edwards e il suo gruppo, che per primi si sono esibiti, li sentiremo di nuovo sabato; così Carl Espen della Norvegia, con la sua straordinaria melodia, e lo svizzero SEBalter (nella foto sotto a sinistra insieme al nostro inviato).

Ma la serata è stata dominata da Conchita Wurst (nella foto sopra): mentre andava in onda sugli schermi europei la “cartolina” che la presentava, nel buio è entrata sul palcoscenico ed è stato subito un tripudio di applausi che hanno accompagnato l'esibizione, decretando Conchita come una - se non l'unica – favorita per la vittoria finale.

Durante la conferenza stampa non sono mancate ancora allusioni al suo status femminile, ma lei non si scompone perchè è ben entrata nel personaggio ed è determinata quando risponde di voler rimanere uomo malgrado l'avvenenza femminile esteriore.

Le altre nazioni in finale: Romania, Grecia, Polonia, Bielorussia e Finlandia.

A parte la Romania, per le indiscusse doti dei due cantanti, e il gruppo greco, in perfetta forma, sorprende il passaggio delle altre nazioni, in particolar modo la bassa qualità del motivetto polacco cantato da ragazze in costume etnico, due quelle quali intente a fare il burro e a lavare i panni con un pizzico di malizia.

A nostro avviso, anche il bielorusso Teo e il gruppo dei ragazzini finlandesi sono stati ben troppo premiati dalle giurie, a scapito dei rappresentanti della Georgia, dell'Irlanda e della Macedonia.

Grande delusione per la delegazione di Israele che, per due anni consecutivi, non arriva in finale.

Una parola anche per la cantante lituana: salire sul palco subito dopo le ovazioni per Conchita, l'ha senz'altro penalizzata; d'altronde il suo pezzo era comunque modesto.

A metà show c'è stata l'esibizione molto applaudita della pop star australiana Jessica Mauboy: in una ricostruzione virtuale, l'Australia è stata trasportata in Europa per dimostrare i forti legami culturali e musicali che uniscono i due continenti.

Tra le immagini che sono state proiettate sul palcoscenico, anche gli affreschi di Michelangelo nella Cappella Sistina e il Duomo di Pisa.

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Stefano Barsotti