sabato 31 maggio 2014

Preview: Marti Stone 'Lontano' (13/2014)

Si dice, giocando con il titolo del suo primo album ufficiale prodotto artisticamente da DaCo e Manu PHL (già beatmaker per Clementino, Debbit, Kiave, Turi, etc.), che sia “Sulla Bocca Di Tutti”.

Ed in effetti abbiamo scoperto essere davvero così, o per lo meno su quella dei portali Rock It e Repubblica.it.

Il tutto è accompagnato sia dal videoclip di “Lontano”(diretto da Nicolae Oprea e prodotto dalla Pokagraphics Agency per La Grande Onda di Piotta e la distribuzione Made in Etaly e visibile su ROCKIT al link http://www.rockit.it/martistone/video/lontano/17160)  che dalla possibilità non solo di ascoltare in streaming in anteprima su REPUBBLICA XL tutte le tracce del disco “Sulla Bocca Di Tutti” (scaricabile dal 3 GIUGNO su iTunes ) ma anche le dichiarazioni con cui Piotta con orgoglio la presenta.

Ma cerchiamo di conoscerla meglio anche noi: Marti Stone, vero nome Martina Nasuti, classe ’92, partita maggiorenne da Lanciano (Ch) e da allora sempre in tour, mette in mostra le sue “rime ostinate e le suole bruciate” per il suo irrefrenabile vizio di prendere i treni di corsa e scappare via dalla fiction di tutti i giorni.
E' una rapper che ti sfonda con lo sguardo e con la voce, forte come i suoi contenuti.
È ironica e seducente, è donna, e questo suona ancora strano in Italia.

Però, proprio come tutti gli altri rapper, con o senza testosterone, ama le feste da nascondere dietro gli occhiali da sole, canta il sesso e l’amore, ma soprattutto racconta il disagio sociale, con pungenti giri di parole che rubano dal vocabolario straniero la possibilità di costruire nuove rime e bizzarri ingranaggi. Sesso, dipendenze e musica sono classici palliativi per una giovane esistenza in crisi senza prospettive, ma sulla bocca di Marti diventano anche la porta di ingresso per montare su un aeroplano, da cui guardare il mondo da lontano, dall’alto e in costante movimento, per sentirsi davvero liberi e a casa “in tutta la nazione, in ogni stazione, in ogni emozione”.


Stefano Barsotti