Eurovision Song Contest 2015: 2a semifinale; Svezia, Azerbaijan, Norvegia e Slovenia favorite per la finale


Più di 800 volontari, attivi nei luoghi dove si sta svolgendo l'Eurovision Song Contest e riconoscibili dalla t-schirt creata per l'evento, sono l'anima di una macchina organizzatrice presieduta dall'ORF (la rete televisiva statale austriaca), dal Comune di Vienna e dalla direzione della Stadthalle e supportata da sponsor nazionali e stranieri.

I media austriaci non nascondono l'entusiasmo per una manifestazione che sta facendo registrare l'affluenza di migliaia di persone a tutti gli appuntamenti musicali e culturali in programma questa settimana: la carta vincente è stata l'immagine di Concita Wurst, ora in versione giocatrice al Casino, ora ritratta come Adele Bloch Bauer di Klimt per iniziative di carattere sociale. Negli speciali televisivi sull'ESC, al “nostro trio” viene dato ampio spazio per essere candidato alla vittoria finale.

Sulla scia de Il Volo, passano spesso le immagini dei cantanti italiani che nel tempo hanno partecipato alla gara canora, con particolare interesse per Domenico Modugno, con “Volare” del 1958, e per Alice e Franco Battiato con i “I treni di Touzer” del 1984. Gianluca, Piero e Ignazio ci hanno concesso un'intervista, già pubblicata, e mercoledì hanno estratto la collocazione della canzone nel palinsesto della serata finale, centrando la seconda parte, considerata migliore per le votazioni con il televoto.

Intanto, le giurie tecniche sono chiamate per la seconda volta per decidere il passaggio delle dieci canzoni della seconda semifinale: il 50% è nelle loro mani, l'altro 50% viene deciso con il voto popolare. Giovedì sera il pubblico italiano portà vedere lo show televisivo su RAI 4 alle ore 21.


Eurovision Song Contest 2015

Queste le nazioni in gara:

IRLANDA – Molly Sterling. Molly Starling è la più giovane dei rappresentanti dell'Irlanda che hanno partecipato all'ESC: con i suoi 17 anni, stedentessa del St. Andrew di Dublino, Molly ha un album di successo all'attivo dopo aver partecipato a concorsi e talent per teenager. Giocando con i numeri (Playing with numbers) è il titolo del brano accompagnato dal pianoforte: è una piacevole ballata alla Taylor Swift, come è stato già scritto.

SAN MARINO- Michele Perniola e Anita Simoncini. Dopo le esibizioni di Valentina Monetta nelle ultime tre edizioni dell'ESC, centrando la finale lo scorso anno a Copenhagen, anche San Marino punta su un duo, il più giovane tra quelli che saliranno sul palcoscenico di Vienna.Tarantino di 16 anni, Michele Perniola ha vinto la sesta edizione di “Ti lascio una canzone” e nel 2013 ha rappresentato San Marino al Junior Eurovision; sanmarinese, anche lei sedicenne, Anita Simoncini ha partecipato con altre quattro coetanee al Junior Eurovision di quest' anno con il nome di “Peppermints”. La canzone porta la firma di John O'Flynn e del musicista Ralph Siegel, autore anche delle canzoni che sono state interpretate da Valentina Monetta nel 2013 e 2014. Chain of the Light è il titolo del brano che verrà cantanta in inglese il cui video è stato girato nei luoghi artistici e paesaggistigi più interessanti del Molise. Li abbiamo conosciuti: meritano un incoraggiamento perchè hanno veramente tanta energia e desiderio di centrare la finale.

MONTENEGRO – Knez. Musica balcana per il brano Adio composto da Zeljko Joksimovic, già presente all'ESC come cantante, autore e presentatore nel 2008, Marina Tucakovic e Dejan Ivanovic, che ha studiato in Italia. Immagini suggestive delle vette montenegrine e delle Bocche del Cattaro accompagnano nel video ufficiale la malinconica e coinvolgente melodia degli strumenti ad arco, come la gugla a corda unica, e la bellissima voce di Knez (1967). Dopo una inizio di carriera con vari gruppi, dal 1992 è un cantautore solista e ha un palmeres di vittorie nei vari concorsi e festival a cui ha partecipato nell'area balcanica. Merita di passare in finale per l'uso della lingua nazionale e per il brano che troviamo di buon livello.

MALTA- Amber. Nata nel 1991, “Ambra” è una studentessa universitaria. Dopo undici anni di Judo, attività sportiva abbandonata dopo un incidente, ha riversato le sue energie nel canto, iscrivendosi a vari talent televisive indirizzandosi verso la musica jazz e blues. Nel 2011 si è presentata alla selkezione nazionale per ESC; l'anno successivo ha seguito Kurt Calleja, rappresentante di Malta, in qualità di corista. Ha più volte dichiarato di ispirarsi a Etta James e Beyonce, ma è anche attratta al gospel, partecipando al ben noto “Animae Gospel Choir”. Il brano per Vienna è Warrior (Guerriero): con lo stesso titolo è in concorso anche la Georgia.

NORVEGIA- Kjetil Morland e Debra Scarlett. Kjetil Morland ha vissuto molto in Inghilterra, dove ha iniziato l'attività di cantautore in una band, Nel 2014 è ritornato ad Oslo come solista. E' l'autore della canzone che la Norvegia presenta a Vienna: A Monster Like Me (Un mostro vive in me), una lenta battata cantanta insieme alla bellissima Debra Scarlett, svizzera d'origine, la cui voce ha impressionato i norvegesi a “The Voice of Norwey”. E' un altro duo che caratterizza l'edizione di questo anno dell'ESC. Straordinario il video. Attorno ad una tavola, prendono posto dei commensali di tutte le età in abito da sera: in un prino momento viene rispettata l'etichetta del bon ton, ma all'improvviso si scatena “il mostro”, ovvero la voglia di liberarsi dai vincoli imposti e così tutti i convitati si lasciano andare a gesti irriiverenti. Scontato il passaggio in finale: meritatissimo.

PORTOGALLO – Leonor Andrade. Un pregio del brano presentato da Leonor Andrade è che è in portoghese; tuttavia la canzone Hà um mar que nos separa è poco incisiva sia sul piano musicale che per il testo che risulta alquanto convenzionale, malgrado le modifiche apportate nella versione originale. Diciannovenne, Leonor è stata lanciata da A Voz de Portugal, semifinalista nell'ultima edizione.

ISRAELE – Nadav Guedj. “Ora danza, danza, danza, danza. Va bene, dobbiamo andare. Tre minuti, bye bye”: sono le ultime parole del brano Golden boy che il giovanissimo Nadav Guedj, nato a Parigi nel 1998 e appassionato di musica (si dichiara fan di Byoncé, Maroon 5, Stive Wonder, Michael Jackon, Jastin Timberland), porterà a vienna dopo aver vinto la selezione nazionale. I tre minuti sono la durata massima che è richiesta dal regolamento dell'ESC all'esibizione dinogni canzone. Nadav non ha nessuna esperienza discografica ma è riuscito in poco tempo ad essere un protagonistra della scena musicale israeliana grazie al suo stile tra rap e pop unito a musicalità etnica. Si presenterà davanti al pubblico con delle scarpe dorate con ali. Quest'anno il brano presentato da Israele lo risentiremo senz'altro nella serata finale.

LETTONIA-Aminata. “Love injected” è il titolo del branco che ci viene proposto dalla ventitreene mulatta Aminata Savadogo, di madre lettone e padre del Burkina Faso. La sua carriera è iniziata nel 2008 con la partecipazione a talent nazionalie a trasmissioni televisive. Nella canzone viene evocata una musicalità vagamente africana interrotta da slanci vocali di Aminata decisamente di qualità.

AZERBAIJAN – Elnur Huseynov. Un ritorno all'ESC per Elnur Huseynov: nel 2008 si presentò con un paio di ali di piume bisnche per cantare Day after Day con Samir Javadzadeh. Vincitore di “The Voice Turkey 2015”, è stato scelto per rappresentare per la seconda volta il suo Paese, anche se è nato in Turkmenistan da genitori azeri. Fin da piccolo è stato avviato dalla madre allo studio del pianoforte; nel 1999, quando la famiglia si è trasferita a Baku, si è iscritto alla facoltà di medicina ma non ha tralasciato il canto. Finalmente nel 2003 ha vinto il primo di una lunga serie di concorsi. Dopo un periodo in Ucraina, dove ha partecipato al musical “Notre-Dame de Paris”, è rientrato in Azerbaijan. Il brano che presenta si intitola Hour of the wolf (L'ora del lupo),una delle canzoni più melodiche di questa edizione dell'ESC, che ricorda un film di Ingmar Bergman. E' senza dubbio una delle canzoni più belle di questa edizione: merita un posto nella Five 5 finale.

ISLANDA – Maria Olafsdottir Bionda, ventidueenne, María proviene da esperienze teatrali. Ha spesso collaborato con il gruppo StopWaitGo, che ha scritto il pezzo che la giovane cantante interpreterà a Vienna. Unbrocken (Imbattibile) racconta la storia di una donna che, passo dopo passo, riuscirà a raccogliere i pezzi della propria vita dopo la fine di un amore. Voce di buona estensione ma musicalmento il brano è debole.

SVEZIA- Mans Zelmerlow. Finalmente ce l'ha fatta: dopo più tentativi di vincere il Melodifestivalen, il concorso nazionale che assegna il posto all'ESC, Mans Zelmerlow sarà a Vienna con la canzone Heroes, uno dei brani più interessanti di questa edizione. Come sempre, la Svezia è una della grandi protagoniste della vetrina eurovisiva e anche quest'anno con Mans non sarà da meno; anzi, sarà senz'altro tra le nazioni più votate. Merito di una canzone di qualità per la voce dell'interprete, per la musica, per il testo, e anche per l'impatto scenico con la creazione di un personaggio animato che rappresenta lo stesso Mans adolescente quando fu vittima di bullismo a cui reagì grazie all'aiuto di un compagno-eroe: per un problema di copyright, il personaggio ha subito una piccola modifica: infatto verrà proposto in una versione paffuttela. Con il Volo, Mans è tra i candidati alla vittoria.

SVIZZERA – Melanie René. Nata in una famiglia di musicisti (il padre è originario delle Isole Mauritius, Melanie René è una cantante francofona ma a Vienna ha deciso di cantare il suo brano in inglese, anche perchè studia e lavora in Inghilterra. Ha partecipato a show televisivi nei paesi dell'Est: in Romania è molto conosciuta. Rispetto alla versione con cui ha vinto la selezione elvetica, quella che presenterà all'ESC ha subito alcune modifiche nell'arrangiamento. La canzone “Time to shine” è chiaramente ispirata all'album “Alive” di Jessie J., come più volte ha dichiarato la stessa Melanie.

CIPRO – John Karayannis. Il compositore della canzone “Quello che avrei dovuto fare” è Mike Connaris, che firmò anche il brano che Ciprò presentò nel 2004: entrambe le canzoni propongono un passaggio a cappella. L'interprete e il ventunenne John Karayannis, cipriota ma proiettato verso gli studi musicali che, dopo l'esperienza viennese, frequenterà nella capitale inglese. Non è la prima volta che rappresenta il suo Paese in un concorso canoro: infatti nel 2007 e nel 2008 ha partecipato al Junior Eurovision Song Contest.

SLOVENIA – Maraaya. Ancora un duo in questa edizione dell'ESC. E' nato a Lubiana lo scorso anno; si chiama Maraaya ed è formato dai coniugi Marjetka Vovk e Ales Vovk. Entrambi provengono dalla stessa esperienza musicale iniziata dieci anni fa in una band. Marjetka (1982) ha studiato presso l'Accademia della capitale slovena e insieme ad Ales gestisce una scuola musicale. Ales è stato il compositore del brano che un anno fa Tinkara ha portato a Copenhagen, centrando il traguardo della finale. Il singolo “Lovin' me” ha avuto nel 2014 un discreto successo anche in Italia perchè è stato utilizzato come jingle a “Striscia la notizia” su Canale 5. Il brano che presentano a Vienna - Here for you – è trasmessa anche nelle radio italiane. E' tra le favorite per il passaggio in finale.

POLONIA - Monika Kuszyńska. “In nome dell'amore” è il titolo in italiano del brano che Monika presenterà a Vienna: è stato scritto da lei stessa, mentre il marito Kuba Raczynski è il compositore. Nata a Lodz nel 1980, ha iniziato l'attività di cantante del gruppo Varius Manx, partecipando anche ad alcuni concorsi, come il Festival degli Stati Baltici che ha vinto nel 2001. Un brutto incidente d'auto, avvenuto nel 2006, le ha paralizzato le gambe; ma, dopo una lenta ripresa, nel 2012 fa uscire il suo primo lavoro da solista. Il tema che propone nelle sue canzoni è quello della disabilità: “In nome dell'amore” è il messaggio incoraggiante che Monika vuole estendere a chi è stato toccato dallo stesso problema fisico.





Claudio Casini