Avevamo conosciuto l'artista lo scorso ggennaio con il brano 'Sognatori'.
Briga, ritorna con "Questo brano nasce da una storia personale fatta di un’attesa lunga e non sempre semplice. È il risultato di un percorso che ha richiesto tempo, pazienza e determinazione, che oggi trova un senso nuovo nell’arrivo di mia figlia.
“Ho urlato così tanto / a tutto l’universo / perché in fondo credevo / di averti ancora perso / e non sai quanto ho pianto / quando me l’hai detto / che ho ribaltato il mondo / e lei ti aveva dentro”
La canzone ruota intorno a un concetto preciso : il momento in cui immagino Allegra per la prima volta tra le mie braccia. Da lì si sviluppa un racconto che alterna speranza, emozione e leggerezza, cercando di restituire in modo diretto uno stato d’animo difficile da definire e che provo a descrivere in proiezione.
“In testa ho solo un flash di cose / Un po’ come la vie en rose”
Nel testo c’è anche una scena volutamente ironica : il giorno del parto, in ospedale, dove mi immagino talmente sopraffatto e fuori controllo da scrivere “Ti Amo” su un muro del corridoio, per poi essere richiamato dal caposala.
A quel punto la reazione è istintiva: mi scuso, ammettendo di non capirci più niente, perché l’emozione è troppo grande."
“Ho scritto Ti Amo sopra un muro / Nei corridori dell’ospedale / E prima che venissi al mondo / Già mi volevano arrestare”
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