Un brano che esplora qualcosa di intimo e condiviso: il senso di vuoto che ciascuno di noi porta dentro di sé e il bisogno di trovare un luogo emotivo in cui sentirsi finalmente a casa. Dopo aver raccontato l'amore come desiderio, attesa e possibilità nel suo ultimo EP la ragazza che suonava il piano, il giovane produttore napoletano sposta lo sguardo verso una dimensione più introspettiva.
"L’unico ricordo" parla di ciò che alcune perdite fanno emergere dentro di noi: la consapevolezza di avere delle mancanze che spesso cerchiamo di colmare attraverso gli altri. L'intero universo emotivo della canzone è racchiuso nella frase: Sei l'unico ricordo in cui mi sento a casa. Un verso che diventa il simbolo di una ricerca universale: quella di qualcuno capace di comprenderci davvero, di leggere le nostre fragilità e di offrirci un rifugio temporaneo dalle inquietudini che ci accompagnano. Tu eri come me, mi leggevi dentro, ci abbiamo provato, non era il momento giusto, canta l'artista. Ma il vero centro della canzone non è il rimpianto per una storia finita. La figura evocata nel brano assume un significato più ampio: la ricerca di appartenenza, il desiderio di sentirsi visti e compresi e la difficoltà di confrontarsi con il proprio vuoto interiore quando quel punto di riferimento viene meno.
A livello sonoro, "L’unico ricordo" rappresenta uno dei momenti in cui emerge maggiormente l'anima da producer di prima stanza a destra e il suo lato più bambino e spensierato. Accanto alla scrittura intima e al suo caratteristico falsetto, il brano lascia ampio spazio a una dimensione elettronica dinamica, luminosa, ballabile, costruita attraverso ritmiche pulsanti, synth ariosi e lunghe sezioni strumentali. Tra le influenze che ne hanno guidato la costruzione si possono riconoscere artisti come Jamie xx, M83 e Fred Again, in un equilibrio che unisce malinconia, movimento e leggerezza. Una scelta che riflette perfettamente la natura del brano: una canzone che scava nelle fragilità umane trovando nella musica uno spazio di liberazione e respiro.
prima stanza a destra è un luogo in cui esplorare le emozioni, rivisitare il passato e viaggiare con la mente. Dietro al progetto c’è un produttore di 22 anni, con testi immediati, un falsetto unico e uno stile di produzione sperimentale, il tutto condensato in una forma canzone asciutta e compatta. Ogni elemento della sua musica è un mantra.
Divenuto virale su TikTok con estratti delle sue canzoni (più di 3 milioni di like), ha pubblicato il suo EP di debutto “Amanda”. Inizialmente composto da sette brani, l’EP unisce la sua scrittura a elementi elettronici. Il 25 aprile sono state aggiunte due nuove canzoni, “Mi sento perso senza di te" e “Basta”, che ha introdotto un sound più fresco e orientato alla dance.
Durante l’estate 2025, prima stanza a destra ha iniziato la sua attività live, esibendosi al MI AMI, alla Prima Estate, al Locus Festival e come opening act di James Blake e Fred Again. Il suo nuovo singolo, “Dimmi che provi quello che provo io”, segna l’inizio della sua nuova stagione musicale, culminata il 6 marzo 2026 con la pubblicazione dell’EP “La ragazza che suonava il piano”, un lavoro che ha mostrato un’evoluzione nel suo percorso artistico attraverso una scrittura più matura e una ricerca sonora sempre più personale.
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Stefano Barsotti
